web marketing guida

Web marketing facile: guida passo a passo per dominare l’online

Vuoi capire cos’è e come funziona il web marketing?

Stai cercando una guida passo a passo che ti mostri i segreti e le strategie del mondo online?

Se vuoi conoscere le risposte a queste domande allora sei nel posto giusto.

In questa guida completa sul mondo del web marketing troverai tutti i concetti principali sul marketing applicato al web, dalla SEO alla SEM, dal social media marketing alle landing page.

Perché dovresti conoscere il web marketing e la sua definizione?

Semplice!

Oggi tutti comunicano sul web, perciò il web marketing non è soltanto un’attività riservata alle grandi aziende, ma ti permette di raggiungere qualsiasi obiettivo.

Puoi vendere prodotti online, pubblicizzare i tuoi servizi, farti conoscere sui social network o aumentare le visite al tuo sito web e molte altre attività.

Tutto ciò però richiede la conoscenza di tecniche fondamentali, di strumenti e di strategie per far crescere la propria visibilità online.

Grazie a questa guida apprenderai rapidamente tutto ciò che c’è da sapere senza dover spendere migliaia di auro per un corso avanzato di web marketing.

Allora che aspetti? Non perdiamo altro tempo e incominciamo subito a parlare di SEO!

1 SEO – Ottimizzazione per i motori di ricerca
1.1 Come funzionano i motori di ricerca e perché sono la base del web marketing
1.2 Site map e file robots.txt
1.3 Cosa cercano i motori di ricerca

2 Seo on page
2.1 La struttura del sito
2.2 La formattazione HTML
2.3 Gli errori del crawler
2.4 Ottimizzazione del contenuto per il web marketing
2.5 La velocità delle pagine web

3 Seo off page e l’importanza all’interno del web marketing
3.1 Link building
3.2 Come fare link building
3.3 Come controllare il profilo link
3.4 La condivisione sui social network
3.5 Plugin WordPress per condivisione sui social

4 SEM – Search Engine Marketing
4.1 Che cos’è Google ADS e che ruolo ha nel web marketing
4.2 Le campagne su Google ADS
4.3 Le parole chiave per gli annunci su Google ADS
4.4 Come creare un annuncio su Google ADS
4.5 Ottimizzazione e pianificazione delle campagne
4.6 Analisi dei rendimenti delle campagne
4.7 Consigli utili per ottimizzare le campagne su Google ADS

5 Content marketing per il web
5.1 Content marketing: cos’è e come funziona
5.2 Vantaggi del content marketing
5.3 Come creare una strategia di content marketing
5.4 Quali contenuti realizzare
5.5 Pubblicizzare i contenuti

6 Social media marketing
6.1 Come funziona il social media marketing
6.2 Vantaggi del social media marketing
6.3 Come pianificare una strategia di social media marketing
6.4 Come creare contenuti di social media marketing
6.5 Quando far uscire gli adv
6.6 Analisi dei rendimenti degli adv

7 Chatbot: un nuovo strumento per il web marketing
7.1 I migliori programmi per chatbot

8 Affiliate Marketing
8.1 Come funziona l’affiliate marketing
8.2 I migliori programmi d’affiliazione in Italia
8.3 Come scegliere una campagna d’affiliazione

9 Email Marketing
9.1 Come funziona l’email marketing
9.2 Come creare un contenuto per l’email marketing
9.3 Test e analisi per nell’email marketing
9.4 Migliori programmi automatici di email marketing

10 Landing Page
10.1 Come creare una landing page perfetta
10.2 Tipi di campagne per landing page
10.3 Target delle landing page

11 Funnel
11.1 Come funziona il funnel marketing
11.2 Strategie di funnel marketing

12 Retargeting
12.1 Come funziona il retargeting
12.2 Come creare una campagna di retargeting

1. SEO – Ottimizzazione per i motori di ricerca

Se vuoi capire a fondo il mondo del web marketing devi innanzitutto prendere dimestichezza con la SEO. Si tratta del punto fondamentale dal quale chiunque voglia lavorare nel web dovrebbe partire.

Ma cosa significa SEO? Letteralmente la SEO, Search Engine Optimization, significa l’ottimizzazione per i motori di ricerca. Erroneamente potresti essere portato a pensare che la SEO consista semplicemente in una serie di tecniche per indicizzare le pagine web su Google o Bing.

Tuttavia ciò è vero soltanto in parte. La SEO è molto di più. Questo termine racchiude un insieme di pratiche che permettono a un progetto online di essere visibile, di posizionarsi nelle SERP di Google, le prime pagine dei risultati di ricerca.

Allo stesso tempo la SEO si occupa dell’ottimizzazione dei contenuti, della user experience ossia l’esperienza degli utenti all’interno dei siti web e di molto altro ancora.

Oggi più che mai la SEO ha acquisito un ruolo fondamentale nel mondo digitale, ponendosi al di sopra di tutte le varie tecniche di web marketing e facendo da guida alle strategie online di web marketing.

Se non hai ben chiaro il concetto di SEO non ti preoccupare, perché torneremo più volte a parlare di ottimizzazione per i motori di ricerca lungo tutta questa guida e in molti altri articoli.

Purtroppo per capire a fondo un concetto complicato come quello della SEO dovrai pazientare, infatti soltanto alla fine di questa lettura avrai un quadro completo del web marketing e capirai finalmente cos’è la SEO e quanto è importante oggigiorno nel settore digitale.

Per il momento ti basta sapere che la SEO aiuta a posizionare i siti web nelle prime pagine dei risultati di ricerca, a scrivere contenuti ottimizzati, a strutturare le piattaforme online, a fare link building e in generale guida tutti i progetti legati al web, mostrandoci il cammino migliore da seguire.

Non poco direi! Però prima di scendere nei dettagli abbiamo bisogno di capire come funzionano i motori di ricerca, in questo modo ti sarà tutto più chiaro e non avrai dubbi su ciò che ti spiegherò nel corso di questa guida.

Sei pronto? Bene, cominciamo subito.

SEO - search engine optimization

1.1 Come funzionano i motori di ricerca e perché sono la base del web marketing

Se ti stai avvicinando per la prima volta al mondo del web probabilmente non sarai a conoscenza del funzionamento dei motori di ricerca, o ne avrai solo un’idea generale. Nulla di strano, non ti preoccupare.

A pochi interessa sapere come funziona la TV o lo smartphone, tuttavia li usiamo tutti i giorni per vedere programmi o per inviare messaggi ai nostri amici.

La differenza però è netta. Se vuoi entrare nel mondo digitale devi assolutamente capire come funziona Google, altrimenti non sarai in grado di applicare correttamente le tecniche che ti andrò a illustrare.

Come si dice in questi casi, conosci il tuo nemico per poterlo sconfiggere!

I motori di ricerca non sono tuoi nemici, ma se non sai come muoverti potrebbero diventarlo facilmente, facendoti perdere tempo e soldi. Innanzitutto devi sapere che i motori di ricerca si sono evoluti tantissimo negli ultimi anni.

Se 10 anni fa bastava ripetere più volte la parola chiave per posizionare una pagina web, oggi trucchetti come questo non hanno alcun effetto, anzi in alcuni casi potresti incappare addirittura in una penalizzazione.

I motori di ricerca moderni utilizzano un algoritmo che analizza centinaia di fattori di ranking, ovvero di posizionamento. Si tratta di voti numerici che vengono dati ad alcuni aspetti dei siti web, ognuno dei quali contribuisce al posizionamento finale con un peso diverso.

Google custodisce gelosamente i suoi segreti, tuttavia è noto che i fattori di ranking utilizzati da Big G sono oltre 200. Tranquillo, non devi spaventarti. Lo so che sembrano troppi da gestire ma ti assicuro che con la giusta esperienza e conoscenza delle tecniche SEO sarai perfettamente in grado di dominarli.

Bene. Ma come fa Google a valutare i siti web?

Lo fa utilizzando dei tool di ricerca e analisi chiamati crawler o spider, che scandagliano il web analizzando miliardi di pagine ogni giorno. Tutte le informazioni vengono poi elaborate per fornire le migliori risposte possibili alle ricerche degli utenti.

1.2 Site map e file robots.txt

I crawler di Google passano al setaccio il web visionando miliardi di pagine ogni giorno, aggiornando continuamente i database di Google. Per farlo navigano all’interno dei siti web utilizzando le site map e il file robots.txt.

La site map è una vera e propria mappa digitale del tuo sito web, che aiuta i motori di ricerca nella scansione del portale. Ovviamente Google è in grado di trovare ed estrarre le informazioni anche da solo, tuttavia perché non dargli una mano ed evitare errori, rischiando di pregiudicare il proprio lavoro.

Un altro strumento importante è il file robots.txt, un semplice file di testo che comunica con i crawler dei motori di ricerca, dicendo loro quali pagine vogliamo indicizzare e quali invece no.

Non sempre Google rispetta rigorosamente queste indicazioni, ma impostare correttamente la site map e il file robots.txt sono due compiti essenziali per lavorare online.

Non ti preoccupare se pensi che sia troppo difficile. Piattaforme come WordPress hanno dei plugin ossia delle estensioni, che ti permettono di gestire queste operazioni automaticamente, quindi non dovrai metterti a studiare astrusi codici di programmazione.

1.3 Cosa cercano i motori di ricerca

Fin qui hai visto come i motori di ricerca analizzano ciò che viene prodotto sul web. Ma cosa cercano esattamente i crawler di Google?

Naturalmente questi programmi non si mettono a leggere i contenuti delle pagine web come farebbe un essere umano, ma prima li categorizzano e poi effettuano un’analisi dettagliata.

Cosa guardano? Elementi HTML come i tag, i titoli H1 e H2 delle pagine web, i tag inseriti nelle immagini, le parole chiave, i link, le citazioni che quella pagina riceve da altri siti web e così via.

Tutte queste informazioni permettono a Google di stabilire quanto quella pagina web sia pertinente con l’intento di ricerca. Quindi quando qualcuno cerca su Google ad esempio “come educare un cane di 6 mesi”, il motore di ricerca gli fornisce una lista di quelli che secondo le sue analisi sono i risultati più pertinenti.

Che significa? Che secondo Google il primo risultato offre la migliore soluzione al problema, il secondo un po’ di meno e così via scendendo tutta la classifica.

Capirai subito che la maggior parte dei click vengono effettuati nei primi risultati. In realtà quasi il 50% se li aggiudica il primo sito web, il 30% il secondo, il 15% il terzo mentre gli altri siti si spartiscono i pochi click restanti.

Per non parlare delle seconde pagine dei risultati di ricerca, che praticamente non ricevono quasi nessun click. Insomma, tutto questo preambolo sul web è necessario per farti capire a grandi linee due concetti fondamentali:

– come funzionano i motori di ricerca
– perché è importante stare in alto

Se non sei tra i primi 10 risultati di ricerca non otterrai visite, click e quindi clienti o guadagni pubblicitari, è piuttosto semplice.

Adesso possiamo iniziare con la parte divertente e vedere come puoi arrivare in cima alle SERP di Google. Incominciamo dividendo le attività legate alla SEO in due campi, la SEO on page e la SEO off page.

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2 SEO on page

La SEO on page comprende tutte quelle attività che puoi fare direttamente sul tuo sito web.

In pratica si tratta di accorgimenti che devi utilizzare per ottimizzare le pagine web del tuo sito online, con un occhio alle esigenze dei motori di ricerca e l’altro alla user experience.

2.1 La struttura del sito

Per fare SEO on page devi curare tutta una serie di aspetti legati ai contenuti che pubblichi e alla struttura del sito web.

Innanzitutto devi pianificare correttamente l’architettura del tuo sito, studiando quali categorie e sottocategorie utilizzare, come impostare i contenuti da realizzare e via dicendo.

La struttura del sito è importantissima per il posizionamento sui motori di ricerca e per l’esperienza degli utenti.

Se l’utente non riesce a trovare ciò che cerca con facilità sul tuo sito andrà da un tuo concorrente, facendoti perdere posizioni nelle SERP e quindi anche la possibilità di acquisire altri clienti.

La struttura del sito deve essere semplice e chiara. Per ottenere questo risultato devi usare le categorie e le sottocategorie per approfondire gradualmente gli argomenti trattati.

Se ad esempio hai un sito di tecnologia potresti creare delle categorie del tipo “smartphone”, “tablet” e “pc portatili”, mentre le sottocategorie potrebbero essere “Samsung”, ” HP” e “iPad”.

In questo modo un utente può trovare subito quello di cui ha bisogno, inoltre se torna indietro può ritrovare facilmente la homepage o la categoria madre ed effettuare un’altra ricerca.

La struttura incide anchemolto nel posizionamento sui motori di ricerca.

A Google piacciono i siti con un menù chiaro, che approfondiscono gli argomenti con una struttura cosiddetta a silo, in stile Wikipedia o Aranzulla per intenderci.

2.2 La formattazione HTML

Oltre la struttura del sito la SEO on page si occupa della formattazione dei contenuti, attraverso l’inserimento dei tag HTML.

Che cosa sono? HTML è un codice convenzionato per la creazione di contenuti digitali, un linguaggio riconosciuto a livello internazionale e usato per standardizzare le pagine web.

Con HTML puoi dare un ordine preciso ai contenuti, a partire dal titolo che deve avere il tag H1, i sottotitoli, H2, H3 etc., i grassetti, strong, le liste e così via, sempre racchiusi all’interno di questi segni, per l’apertura e per la chiusura.

Anche in questo caso non devi preoccuparti, perché grazie a piattaforme per la creazione di siti web come WordPress l’inserimento dei tag HTML è facilissimo.

Tramite un semplice menù puoi scegliere i tag da utilizzare, sarà poi WordPress a formattare automaticamente la pagina web come vuoi tu.

Oltre al testo devo inserire i tag anche nelle immagini che carichi sulla pagina, perché aiutano a posizionare le immagini nelle ricerche e aumentano il ranking della pagina.

Anche qui per farlo i CMS, i programmi per la creazione di siti web come WordPress, Joomla! e Blogger, ti vengono in aiuto semplificando l’operazione.

Entreremo più nel dettaglio sulla formattazione in un altro post specifico della SEO.

2.3 Gli errori e i codici di risposta delle pagine

Oltre ai tag la SEO on page si occupa anche degli errori che potrebbero causare problemi nell’indicizzazione delle pagine web del tuo sito.

Se ad esempio un crawler analizza il tuo sito e trova dei link rotti, oppure dei contenuti duplicati, potresti essere danneggiato perdendo posizioni nelle SERP.

Quindi è fondamentale controllare quotidianamente questi aspetti e porvi rimedio immediatamente.

I link rotti sono quei collegamenti che non sono più attivi, perché la pagina di destinazione non esiste più, oppure perché è stato modificato l’indirizzo e non sono state effettuate le dovute modifiche al link di collegamento.

Sicuramente ti sarà già capitato di cercare di aprire un link o una pagina e leggere 404 – Page not found!

Bene, si tratta di un link rotto che non è stato sistemato, quindi l’utente quando clicca trova l’errore, esce e cerca su un altro sito.

Per evitarlo puoi utilizzare Google Search Console, uno strumento che ti mostra lo stato dei link sia interni che esterni, oppure Screaming Frog o tanti altri servizi che andremo ad approfondire in altre occasioni.

Quest’ultimo è un software di analisi SEO che non dovrebbe mai mancare nella dotazione di un SEO, perché permette di analizzare singole pagine o l’interno sito trovando tutti gli errori, inoltre suggerisce anche possibili interventi per risolverli.

Principalmente Screaming Frog è utile per trovare i link rotti, gli errori 404 e i contenuti duplicati, inoltre puoi esportare l’analisi in diversi formati e puoi scaricarla direttamente sul tuo pc.

2.4 Ottimizzazione del contenuto per il web marketing

Un altro aspetto legato alla SEO e al web marketing è l’ottimizzazione delle pagine web, ovvero l’impostazione delle parole chiave, del contenuto e di tutti gli altri elementi all’interno delle pagine del tuo sito.

Si tratta di un processo estremamente critico, che porta via moltissimo tempo ma è molto importante ai fini del posizionamento e della conversione

I fattori che devi prendere in considerazione sono veramente tanti, perciò è utile pensare alla pagina web come a un quadro, dove tutti i vari elementi devono essere collocati al posto giusto.

In cima deve sempre esserci il titolo della pagina in H1, subito sotto un’immagine o un video di qualità pertinente con l’argomento trattato, a seguire poi tutto il resto, H2, testo, altre immagini, e così via.

La pubblicità se presente non deve essere invadente, ma devi posizionarla nei punti strategici dove puoi ottenere un numero maggiore di click, come ad esempio in alto a sinistra oppure subito sotto le prime righe del testo.

La parola chiave principale deve comparire all’inizio del testo, possibilmente anche nel titolo e nei sottotitoli, ma con variazioni e sinonimi.

Insomma tutti gli elementi che compongono la tua pagina web devono essere studiati, per offrire un ambiente equilibrato per l’utente ma pronto a raggiungere i tuoi obiettivi.

2.5 La velocità delle pagine web

La SEO on page si occupa anche della velocità delle pagine web del tuo sito, che come probabilmente saprai è oggi uno dei fattori di ranking più importanti per Google.

Se vuoi arrivare in cima alle SERP non puoi permetterti un tempo di caricamento delle pagine superiore ai 2 secondi.

Secondo i dati statistici l’80% degli utenti rinuncia a entrare nella pagina se questa ci mette più di 5 secondi a caricarsi, e fidati che la maggior parte dei siti non sono lontani da questa performance.

Inoltre guardando i tempi di caricamento medi dei siti nelle prime posizioni dei risultati di ricerca emergono dei dati piuttosto interessanti.

Le pagine web in prima posizione hanno quasi tutte un tempo di caricamento inferiore ai 2 secondi, con un aumento graduale fino alle pagine situate nella decima posizione con un tempo di quasi 3 secondi.

Se vuoi competere nel web il tuo sito deve caricarsi in meno di 3 secondi, altrimenti non entrerai mai nelle SERP di Google.

Per verificare la velocità di caricamento delle pagine puoi utilizzare strumenti come Pagespeed Insights o GTMetrix.

Con questi tool puoi testare le pagine del tuo sito, inoltre ti mostrano nel dettaglio quali sono gli elementi che rallentano il caricamento.

Di solito si tratta di immagini troppo pesanti, di script di JS, animazioni, parti di codice non compresse e altri aspetti del genere.

Sapendo esattamente dove intervenire puoi aumentare facilmente la velocità di caricamento delle pagine web, ottenendo un netto miglioramento nel posizionamento sui risultati di ricerca.

3 SEO off page e l’importanza all’interno del web marketing

Come ti ho accennato all’inizio la SEO è divisa tra attività on page e off page. Se la SEO on page si occupa dell’ottimizzazione sul sito, la SEO off page invece racchiude una serie di accorgimenti esterni.

Tuttavia sia la SEO on page che quella off page contribuiscono al posizionamento del sito nei risultati dei motori di ricerca, soltanto che lo fanno attraverso canali differenti.

Per un progetto digitale di qualità devi riuscire a curare entrambi questi aspetti, lavorando sul tuo sito a 360 gradi.

3.1 La link building

Probabilmente avrai già sentito parlare della link building, infatti negli ultimi anni è diventata una pratica molto diffusa per spingere i siti web.

Perché i link sono così importanti?

Nonostante Google prenda in considerazione più di 200 fattori di ranking, i link continuano a rimanere uno degli strumenti più efficienti per valutare un sito.

Un link altro non è che una menzione. Un sito linka un altro, conferendogli in quel modo un’autorità su quell’argomento specifico.

Se ad esempio in una pagina web sulle migliori destinazioni in Italia inserisci un link di approfondimento a un blog, stai passando valore o link juice a quel sito, dicendo a Google che quel portale è una fonte autorevole su quel tema.

In questo modo quanti più link una pagina web riceve quanto più sarà autorevole agli occhi di Google, che la premierà con una posizione in cima alle SERP.

Tutto ciò ha fatto sorgere un mercato nero molto redditizio sull’acquisto di link, chiamato appunto link building, ovvero costruzione di link.

Secondo le linee guida di Google i link guadagnati da un sito web dovrebbero essere sempre naturali (link earning), dati solamente perché la fonte è realmente autorevole su quell’argomento.

Tuttavia acquisire link naturalmente è molto difficile, quindi la maggior parte dei siti web ricorre all’acquisto di link a pagamento.

Ovviamente devi stare molto attento a questa pratica, infatti Google ha lanciato diversi aggiornamenti del suo algoritmo per scoprire i link artificiali e penalizzare i siti che ne fanno uso.

Fra tutti Penguin è l’aggiornamento più famoso, perché da quando è stato lanciato alcuni anni fa ha penalizzato migliaia di siti web che facevano uso di migliaia di link spam.

Allo stesso tempo per entrare nelle SERP più concorrenziali hai bisogno di fare link building, ma devi far sembrare l’acquisto di link quanto più naturale possibile.

3.2 Come fare link building

Innanzitutto prima di comprare dei link devi sapere che non tutti sono uguali, ma la qualità dipende da diversi fattori.

Ad esempio è importante vedere il tipo di sito dove inserire il link, la rilevanza della pagina web, l’anchor text, ovvero le parole utilizzate per il link, i domini che linkano a loro volta il sito, la presenza di link artificiali e così via.

Il tuo obiettivo nella link building è quello di simulare un profilo link naturale, quindi devi acquisire link di bassa qualità, menzioni, link da directory, link di alta qualità, link con anchor brand e parole chiavi.

Allo stesso tempo quello che fa la differenza in una campagna di link building è l’equilibrio tra questi elementi.

Di solito è consigliabile mantenere un profilo prudente, quindi innanzitutto l’acquisizione di link deve essere disomogenea nel tempo.

Nessun sito riceve link con una frequenza di 10 al mese, ma più probabilmente 3 in un mese, 12 in un altro, nessuno nel terzo, 5 nel quarto, etc…

Inoltre la maggior parte dei link deve essere di tipo anchor brand, quindi deve avere nel testo utilizzato per il link il nome del dominio, mentre i link con la parola chiave esatta tipo “consulente SEO Roma” devono essere pochissimi.

Questi link sono estremamente manipolativi, poiché incidono tantissimo nel ranking del sito, perciò non devi esagerare altrimenti riceveresti senza dubbio una penalizzazione da Google.

In genere un buon equilibrio prevede una percentuale di 60-70% per gli anchor brand, mentre i link con parola chiave esatta devono rimanere sul 15-20%.

Il resto dei link possono arrivare da menzioni su altri siti web, inserimenti nelle directory e link da comunicati stampa e altri mezzi.

3.3 Come controllare il profilo link

Una delle operazioni più importanti per un SEO è il controllo del profilo link del sito web.

Soprattutto se stai effettuando una campagna di link building devi continuamente monitorare i link in entrata.

Per farlo puoi utilizzare la Search Console di Google, oppure tools come Majestic e Ahrefs, che ti mostrano il profilo link del tuo sito o quello di una singola pagina web.

Inoltre ti forniscono informazioni preziose come i domini di riferimento e i link che ricevono i siti dei tuoi concorrenti.

In questo modo puoi studiare il profilo link di un sito prima di inserire il tuo link, verificando se il portale è pulito oppure se si tratta di un sito gonfiato che potrebbe causarti una penalizzazione.

In caso di problemi puoi segnalare i link in entrata direttamente a Google dalla Search Console, oppure mettere il disavow al link, facendo sapere ai crawler di Big G che quel collegamento è pericoloso e che non hai nessuna colpa a riguardo.

3.4 La condivisione sui social network

Un altro aspetto legato alla SEO off page e al web marketing è rappresentato dalla condivisione dei contenuti sui social network.

Nella tua strategia SEO il mondo dei social è molto importante, perché può aiutarti ad ottenere più backlink e far aumentare quindi il ranking del tuo sito.

Dovresti sempre condividere i tuoi articoli sui social network, allargando il tuo pubblico.

Ciò non significa soltanto condividere i contenuti su Facebook, ma utilizzare ogni social network in base al tipo di articolo da condividere.

Fra tutti Linkedin è sicuramente uno dei più sottovalutati per la SEO off page, un social che invece può farti guadagnare tantissimi link in entrata con una strategia ben pianificata.

Una tattica estremamente funzionale è quella di postare su Linkedin l’inizio dell’articolo pubblicato sul proprio sito, inserendo un link in fondo che rimanda al resto del pezzo presente sul sito web.

In questo modo un utente incuriosito dall’articolo cliccherà sul link e diventerà un lettore del tuo sito.

3.5 Plugin WordPress per condivisione sui social

Se hai un sito realizzato con WordPress puoi facilmente condividere i tuoi articoli installando un plugin, un programma automatico che permette di velocizzare l’operazione.

Tra i migliori plugin ci sono ad esempio Shareholic, Social Login, Social Media Feather e Easy Social Icons.

Oppure puoi utilizzare lo stesso plugin per l’ottimizzazione delle pagine web, Yoast SEO, che offre funzionalità per la condivisione sui social degli articoli.

Ogni plugin ti permette di fare delle cose differenti, ad esempio inserire i commenti degli altri utenti, oppure lanciare dei sondaggi.

L’importante è mettere sempre un link che rimandi al sito web, perché l’obiettivo della condivisione è trovare nuovi utenti per il portale.

4 SEM – Search Engine Marketing

Oltre ad ottimizzare il tuo sito e i contenuti con le tecniche SEO, per competere online devi assolutamente occuparti anche della SEM.

La SEM, Search Engine Marketing, è l’insieme delle attività online a pagamento con le quali puoi sponsorizzare servizi, prodotti e contenuti ottenendo visibilità in cambio di denaro.

In poche parole puoi essere primo su Google grazie alla SEO, quindi in maniera quasi totalmente gratuita, oppure pagando per inserire i tuoi annunci in vetta alle SERP.

SEO e SEM sono le due attività di web marketing legate ai motori di ricerca.

Facendo una semplice ricerca su Google puoi vedere subito di cosa sto parlando.

Il motore di ricerca infatti mostra tra i primi risultati degli annunci a pagamento, mentre i risultati organici si trovano subito sotto.

Questi annunci li puoi facilmente riconoscere per la presenza del tag “Ann.”, presente prima dell’indirizzo URL del sito web. Inoltre non si trovano soltanto nelle prime posizioni ma anche in basso, a lato e nelle pagine successive.

Naturalmente la posizione dell’annuncio dipende da quanto ogni sito è disposto a pagare, secondo la regola che chi più spende più in alto sta.

4.1 Che cos’è Google ADS e che ruolo ha nel Web Marketing

Lo strumento di Google che permette di fare essere visibili sul motore di ricerca in tempi brevi e a pagamento si chiama Google ADS ed è un tool fondamentale per la tua strategia di web maketing.

Con questo programma puoi inserire annunci a pagamento in base alle parole chiave di tuo interesse, ovvero secondo le keywords di riferimento per il tuo business online.

Google ADS ti consente di ottenere risultati in tempi brevi, infatti non devi attendere che il tuo sito si posizioni nelle SERP e inizi a generare traffico organico, ma devi soltanto pagare per attrarre visitatori sulla piattaforma.

Accedendo alla piattaforma di Google ADS puoi effettuare delle ricerche in base alle parole chiave che più ti interessano. In questo modo puoi vedere il traffico generato dalle keywords, il costo medio pagato per gli annunci e il tipo di campagne disponibili.

4.2 Le campagne su Google ADS

Con Google ADS puoi scegliere il tipo di annuncio che vuoi pubblicare, optando fra tre diversi tipi di campagne.

Le campagne di ricerca sono gli annunci classici che compaiono tra i risultati di ricerca organici delle SERP, organizzati in base alle parole chiave di riferimento e indicati soprattutto per attività di lead generation e di vendita.

Le campagne di shopping invece permettono di caricare i propri prodotti nell’area del Merchant Shopping di Google, che li mostrerà agli utenti nelle ricerche con una piccola descrizione e un’immagine.

Infine le campagne display o di rete ti consentono di mostrare i tuoi annunci su altri siti web, che offrono una parte del loro spazio per la visibilità degli sponsor, in cambio di una commissione per click, per vendita o per lead generato.

La scelta della campagna per la sponsorizzazione è un fattore essenziale, perciò devi pianificare attentamente i tuoi annunci su Google ADS studiando la strategia migliore da seguire.

Ad esempio le campagne di rete sono indicate se il tuo sito è nuovo e vuoi promuovere il marchio su internet, facendo conoscere il tuo brand a un numero elevato di utenti.

Allo stesso modo puoi utilizzare questo tipo di campagna per pubblicizzare i tuoi prodotti o servizi, ma sempre nell’ottica della brand awareness.

Se invece il tuo obiettivo è la vendita diretta allora devi avviare sicuramente una campagna di ricerca, in questo modo puoi intercettare utenti in target con i prodotti o servizi che offri sul tuo sito web.

Infine per strategie di vendita di prodotti sono più adatte le campagne di shopping, perché sono incentrate sull’acquisto diretto valorizzando al massimo il prodotto da vendere.

Tuttavia in base al tuo business puoi utilizzare una strategia ibrida, che preveda l’uso di diversi tipi di campagne allo stesso tempo, alcune incentrate sulla lead generation, altre sulla brand awareness e altre ancora sulla vendita diretta.

4.3 Le parole chiave per gli annunci su Google ADS

Uno degli aspetti più importanti per la SEM su Google ADS sono le parole chiave.

Tutto ruota intorno alle keywords su questa piattaforma, quindi devi capire come funzionano e come sfruttarle al meglio per le tue campagne.

Il sistema infatti raggruppa gli annunci in base a delle keywords, delle parole chiave per le quali gli inserzionisti fanno delle offerte per posizionarsi nei risultati delle pagine di ricerca e vendere i loro prodotti e servizi.

La scelta delle parole chiave è un passaggio cruciale per le attività di SEM, dalla quale dipende gran parte del risultato finale.

Trovare le parole chiave più importanti per il tuo business non è facile, tuttavia Google ADS ti aiuta attraverso lo strumento di pianificazione delle parole chiave.

In questo modo puoi analizzare le keywords e vedere se effettivamente possono essere profittevoli, ma ti consiglio di effettuare sempre anche una ricerca manuale prima di procedere.

In questo modo puoi vedere con i tuoi occhi il tipo di SERP, verificando il genere di risultati che compaiono e il target di utenti che effettua tali ricerche.

Inoltre devi concentrarti sulle parole chiave di tipo long tail, a coda lunga, le keywords più specifiche che offrono un maggiore tasso di conversione.

Pensa ad esempio a un target di utenti che cerca la parola chiave “hotel a Roma”. In questo gruppo di persone ci saranno sicuramente utenti che vogliono prenotare un hotel, ma essendo una ricerca così generica troverai anche persone che vogliono soltanto dare un’occhiata ai prezzi, utenti che ancora non sanno che tipo di struttura prenotare e così via.

Invece con una parola chiave come “hotel a Roma vicino la stazione Termini” sarà molto probabile che l’utente voglia effettivamente prenotare subito l’hotel, perché sa esattamente cosa vuole.

Le parole chiave sono fondamentali per ottenere un buon ROI, il ritorno sull’investimento, ovvero avere un rapporto conveniente tra l’investimento speso per gli annunci a pagamento e le entrate generate dalle vendite di prodotti o servizi.

4.4 Come creare un annuncio su Google ADS

Nonostante sia piuttosto facile creare una campagna su Google ADS, non è insolito commettere degli errori durante questa fase, soprattutto se sei alle prime armi con il web marketing.

Dopo aver scelto la campagna più adatta ai tuoi obiettivi, il gruppo di annunci e le parole chiave di riferimento devi passare alla realizzazione vera e propria dell’annuncio.

Per prima cosa hai bisogno di un titolo. Per sceglierlo devi pensare a un titolo che attiri l’attenzione degli utenti, incentivandoli a cliccare sull’annuncio, in più devi inserire anche le parole chiave più importanti.

Trovare un titolo particolarmente accattivante ti permette di aumentare il CTR, Click Through Rate, la percentuale di click. Così facendo puoi diminuire la spesa necessaria per ogni click, aumentando di conseguenza il ROI.

Un altro aspetto molto importante nella creazione del tuo annuncio è la descrizione, il testo che compare in basso al di sotto del titolo. La descrizione serve come appoggio al titolo, fornendo maggiori informazioni agli utenti per incoraggiarli a cliccare sull’annuncio.

Infine la stella di diamante di ogni campagna su Google ADS è l’immancabile CTA, la Call to Action.

Si tratta di parole come “Prenota subito!”, “Compra ora!” o “Richiedi un preventivo gratuito”, che stimolano l’utente a compiere l’azione che porta alla conversione finale.

La Call to Action è fondamentale per dare una spinta ai click, perché spesso le persone sono indecise se cliccare o meno ma con un invito esplicito che tocca le corde giuste si convincono a finalizzare l’azione.

In tutti questi elementi gioca un ruolo cruciale l’utilizzo delle parole chiave nel titolo e nella descrizione. Devi cercare si sfruttarle al meglio per trovare la combinazione giusta, la forma che ti permette di arrivare nelle SERP giuste e di utilizzare le keywords per creare un percorso di conversione perfetto.

4.5 Ottimizzazione e pianificazione delle campagne

Google ADS ti mette a disposizione diverse funzionalità per gestire i tuoi annunci, tra cui il programma per la pianificazione delle sponsorizzazioni.

In questo modo puoi scegliere quando pubblicare i tuoi annunci, selezionando la data e l’ora in cui vuoi che vengano mostrati agli utenti.

Ad esempio puoi decidere di far uscire gli annunci soltanto quando sai che i tuoi utenti sono online, oppure destinare la maggior parte del budget negli orari di punta del traffico web.

Puoi anche scegliere di far mostrare gli annunci solo in alcuni giorni della settimana, per esempio nel fine settimana o in un momento specifico in cui le persone hanno bisogno di quel prodotto o servizio.

Oltre a pianificare le tue campagne Google ADS ti consente di ottimizzare gli annunci, migliorandone le performance attraverso una serie di interventi.

Tramite le opportunità e i suggerimenti, Google ADS ti offre la possibilità di inserire altre parole chiave nei tuoi annunci, di aumentare il budget per una singola keyword oppure di creare sotto-annunci legati a delle specifiche parole chiave già presenti nelle sponsorizzazioni.

4.6 Analisi dei rendimenti delle campagne

Un’attività fondamentale quando lanci delle campagne pubblicitarie su Google ADS è l’analisi dei rendimenti e delle performance degli annunci.

È impensabile creare delle campagne e lasciarle operative per giorni o settimane senza monitorale, infatti l’attività più importante della SEM consiste proprio nell’analisi dei risultati.

Per farlo devi entrare nel pannello di controllo della piattaforma, selezionando le metriche di riferimento che vuoi analizzare. Google ADS ti mette a disposizione diversi parametri, tra cui le impressioni, la qualità e il CTR.

Le impressioni sono il numero di volte che il annuncio è stato visualizzato dagli utenti, la qualità si riferisce invece al rapporto tra la spesa e il numero di visite, mentre il CTR offre il dato sulla percentuale di click.

Per analizzare correttamente i risultati delle tue campagne devi monitorare costantemente l’andamento degli annunci, valutandoli in base agli obiettivi che ti sei prefissato di raggiungere.

4.7 Consigli utili per ottimizzare le campagne su Google ADS

Infine voglio mostrarti qualche consiglio utile per migliorare i risultati delle tue campagne SEM su Google ADS, degli accorgimenti che ti possono aiutare ad aumentare le performance dei tuoi annunci.

Ad esempio è importante targettizzare geograficamente le campagne. In questo modo puoi concentrare gli investimenti in alcune aree territoriali, oppure analizzare i rendimenti in base alla regione o alla città.

Così facendo se una zona non risponde come dovrebbe puoi escluderla dalla campagna, oppure puoi intervenire per cercare di capire il motivo dell’inefficienza in quella località specifica.

Altrettanto utile è la divisione degli annunci in gruppi, perché ti permette di categorizzare le campagne a seconda degli utenti, degli obiettivi e del tipo di prodotto da vendere.

Un’altra indicazione molto efficace è la divisione degli annunci per dispositivo. Google ADS ti consente di pianificare le campagne in base al dispositivo sul quale sarà mostrato, quindi puoi diversificare gli annunci che saranno visualizzati sullo smartphone da quelli per la versione desktop.

Anche le estensioni possono aiutarti a migliorare i risultati delle tue campagne su Google ADS, infatti puoi inserire ad esempio il tuo numero di telefono, la localizzazione geografica della tua attività, oppure del link che rimandano a delle pagine del tuo sito web.

5 Content Marketing per il web

Sicuramente avrai già sentito la frase “Content is the king”, un’espressione molto popolare fra chi lavora nel web marketing, con la quale si indica l’importanza cruciale del contenuto in un progetto digitale.

content marketing

Nonostante tutte le tecniche SEO, SEM, la link building e ogni altra attività che puoi svolgere il successo di un progetto online passa per la qualità dei contenuti che offri agli utenti.

Una strategia che non punti sul contenuto è destinata a perdere fin dall’inizio, non importa quanto bugdet si possa spendere nelle campagne a pagamento. Senza qualità un sito web affonda, naufragando senza speranza.

5.1 Content marketing: cos’è e come funziona

Il content marketing è una strategia di web marketing basata sulla qualità dei contenuti, attraverso i quali è possibile attirare e fidelizzare gli utenti.

Per competere in un mercato sempre più concorrenziale è fondamentale realizzare contenuti di altissimo valore, che aiutino realmente le persone rispondendo esaurientemente alle loro domande.

Offrire contenuti di qualità gratuitamente tramite il content marketing ti permette di creare un rapporto di fiducia con i tuoi utenti, una relazione molto forte che difficilmente verrà rotta.

Pensa a un sito web dove sei solito andare quando hai bisogno di informazioni su un argomento preciso. Bene, il motivo perché navighi proprio su quel sito è che sai che il contenuto che troverai sarà di valore, che risponderà ai tuoi dubbi e ti aiuterà a trovare ciò che stavi cercando.

Si tratta di una filosofia molto efficace, utilizzata ad esempio da Salvatore Aranzulla per aiutare le persone a risolvere piccoli problemi legati al mondo digitale, oppure da veri big del settore come Neil Patel per i professionisti del web.

5.2 Vantaggi del content marketing

Una strategia digitale incentrata sul content marketing è in grado di garantirti diversi vantaggi, che forniranno al tuo progetto una marcia in più rispetto ai tuoi concorrenti.

Innanzitutto il content marketing ti permette di fidelizzare gli utenti, aumentando la brand awareness senza pagare costose campagne pubblicitarie online.

Inoltre ti consente di generare traffico di qualità, ovvero utenti in target realmente interessati alle soluzioni che offri e agli argomenti che tratti sul tuo sito web.

In più con il content marketing puoi aumentare il posizionamento delle pagine web del tuo portale, migliorare il tasso di conversione, l’ottimizzazione SEO on page e risparmiare sui costi della SEO off page.

5.3 Come creare una strategia di content marketing

La creazione di una strategia di content marketing parte sempre dall’individuazione degli obiettivi da raggiungere.

Non puoi realizzare dei contenuti se prima non hai pianificato una strategia precisa e accurata, altrimenti rischi di perdere soltanto tempo e soldi.

Invece devi definire i tuoi obiettivi in maniera chiara e dettagliata, dividendoli tra obiettivi globali per la crescita di tutto il progetto, particolari per la spinta di alcune sezioni specifiche del sito o di alcune attività imprenditoriali e tattici, basati su obiettivi mirati di vario genere.

Il segreto è utilizzare gli obiettivi tattici e particolari per raggiungere lo scopo globale, facendo lavorare le varie parti del puzzle all’unisono, ognuna al servizio dell’obiettivo principale.

I contenuti sono il punto cruciale di ogni strategia di web marketing.

Dopodiché è importante identificare gli utenti ai cui ti vuoi riferire, creando quella che viene chiamata nel settore la buyer persona, ovvero una rappresentazione ideale del cliente tipo.

Per farlo devi raccogliere quante più informazioni possibili sui tuoi utenti, come il sesso, l’età, gli interessi, la localizzazione geografica, gli strumenti utilizzati per comunicare online, i comportamenti d’acquisto e così via.

Il passaggio successivo prevede la pianificazione dei contenuti, che devono essere realizzati in base al piano editoriale, tenendo conto del budget, del tempo a disposizione e della frequenza richiesta per raggiungere i propri obiettivi.

Infine è necessario produrre i contenuti, il punto focale di una strategia di content marketing. I contenuti devono essere pertinenti, stimolare la brand awareness, rispondere alle domande degli utenti in maniera esaustiva ed essere realizzati nel formato giusto.

Il content marketing infatti non significa soltanto articoli di 3000 parole, ma anche video, infografiche, blog post, guide, casi studio, tabelle comparative, e-book e quant’altro possa servire a comunicare nel modo migliore con i propri utenti.

Immagina di pubblicare un caso studio su un tuo progetto online, mostrando agli utenti la tua strategia, la sua realizzazione e i risultati ottenuti.

In questo modo offriresti un contenuto di altissimo valore alle persone interessate a quel tema specifico, che inizierebbero a considerarti un esperto e sarebbero pronte a ricambiare il favore.

Un utente che riceve qualcosa di valore gratuitamente è fino a 10 volte più predisposto a eseguire un’azione, come l’iscrizione a una newsletter, lasciare il proprio indirizzo email, condividere i contenuti sui social network, oppure scrivere una recensione positiva.

5.4 Quali contenuti realizzare

Come ti ho già accennato i contenuti che puoi realizzare per le tue compagne di content marketing dipendono dagli obiettivi che ti sei prefissato.

In particolare possiamo raggruppare i diversi contenuti in 4 grandi categorie in base agli obiettivi strategici:

– brand awareness
– interesse
– considerazione
– decisione

I contenuti di brand awareness servono per sponsorizzare il proprio brand e farsi conoscere, aumentando il numero di utenti che ci conosce. I contenuti che funzionano per questo tipo di scopo sono principalmente gli articoli pillar esaustivi, i post, le infografiche, i podcast, i whitepapers, gli e-book e i video.

Invece per creare interesse ottenendo dagli utenti del lead, ovvero dei contatti da utilizzare a scopri pubblicitari e commerciali, i contenuti devono offrire soluzioni.

Sono molto efficaci a questo scopo le guide video, i post educazionali, gli eventi reali organizzati dal vivo e in genere gli articoli mirati sulla soluzione da offrire a una precisa esigenza degli utenti.

Per aumentare la considerazione invece devi lavorare sul brand, facendo in modo che gli utenti inizino a preferire il tuo brand rispetto a quello degli altri, comparandolo.

In questo senso funzionano molto bene i contenuti tecnici, le tabelle comparative, le guide dettagliate, le prove gratuite, i webinars, i casi studio e l’offerta di tool gratuiti.

Infine per convertire gli utenti in clienti, spingendoli a prendere questa decisione, devi mostrare loro il valore economico di ciò che offri e di come tale servizio o prodotto possa migliorare la loro vita.

Per farlo puoi utilizzare contenuti tipo i casi studio, i tool professionali avanzati, i video demo, le presentazioni di prodotti e servizi esclusivi, gli sconti e le promozioni.

In questo modo per sponsorizzare un sito che tratta di economia e finanza potresti creare un articolo esaustivo su un determinato argomento, inviandolo ai quotidiani online come comunicato stampa.

Oppure potresti realizzare una guida dettagliata da offrire gratuitamente a tutti i tuoi utenti, magari in cambio dell’iscrizione alla newsletter o del loro indirizzo email.

5.5 Pubblicizzare i contenuti

Una volta realizzati i contenuti devi pubblicizzarli, infatti non basta mettere online l’articolo sul sito.

Ad esempio una strategia molto efficace prevede la pubblicazione dei contenuti sui quotidiani online, attraverso i comunicati stampa o le inserzioni a pagamento.

Una pubblicazione su una piattaforma editoriale importante permette di acquisire visibilità e autorevolezza agli occhi degli utenti, che inizierebbero a considerarci credibili e affidabili su quell’argomento.

Un’altra forma molto efficiente per pubblicizzare le strategie di content marketing (che fa parte della link building) è il guest blogging, la pubblicazione di articoli su altri siti web a pagamento e con inserimento di un link al proprio portale.

Tuttavia esistono molto altri modi per sponsorizzare i contenuti, come i video o i post sui social network. L’obiettivo in questo caso è far circolare il contenuto di qualità, farlo condividere e leggere dal numero maggiore possibile di utenti.

6 Social media marketing – SMM

I social network sono una realtà ormai consolidata nel mondo digitale, perciò se vuoi lavorare nel mondo del web marketing devi assolutamente inserire delle strategie di social media marketing nel tuo progetto online.

Per avere successo su internet infatti non basta più avere un sito web e curare la SEO on page e off page, ma è essenziale intercettare gli utenti nel loro ambiente, ovvero sui social.

Il social media marketing consiste in una serie di attività di promozione di servizi o prodotti all’interno dei social network come Facebook, Linkedin, Instagram, Youtube, Snapchat, etc…

Si tratta di un pubblico enorme, che conta oltre 2 miliardi di utenti soltanto su Facebook e circa 1 miliardo su Instagram.

Ti sarà chiaro come non comprendere delle strategie di social media marketing nel tuo progetto online non ti permetterebbe di raggiungere grandi traguardi.

La comunicazione nel 2019 è sui social, gli utenti sono sui social, quindi se vuoi comunicare con loro devi essere presente su queste piattaforme.

6.1 Come funziona il social media marketing

Il social media marketing funziona in un modo molto semplice, ovvero attraverso la promozione sui social network. Tuttavia si tratta di un campo molto complesso, con un altissimo tasso di concorrenza ma ancora in grado di offrire notevoli margini per i nuovi player.

Ovviamente se qualche anno fa il budget per le strategie di social media marketing era piuttosto modesto, oggi sono necessari investimenti considerevoli per ottenere risultati importanti.

Infatti attualmente i social stanno vivendo il boom della pubblicità, con le aziende che hanno spostato i loro investimenti dai mezzi di comunicazione tradizionali, come tv, radio e giornali verso i social network, decisamente più economici.

6.2 I vantaggi del social media marketing

I vantaggi offerti dal social media marketing sono innumerevoli, infatti si tratta di una strategia che funziona bene praticamente con qualsiasi settore, dalle aziende che vogliono vendere i loro prodotti al piccolo locale che desidera ottenere il maggior numero possibile di prenotazioni.

La promozione sui social network ti permette di ottenere maggiore visibilità, di rafforzare la brand identity, l’identità del tuo brand, di avvantaggiarti rispetto ai competitor che non usano questo strumento e di aumentare il traffico verso il tuo sito web.

Le opportunità offerte dai social network sono pressoché infinite, per questo motivo il social media marketing ha vissuto un successo incedibile negli ultimi 2-3 anni, tanto da diventare oggi un settore altamente specializzato e competitivo.

6.3 Come pianificare una strategia di social media marketing

Alla base di una strategia di social media marketing ci sono:

– analisi
– test
– obiettivi
– contenuto

Per fare web marketing sui social devi innanzitutto analizzare il comportamento dei tuoi utenti, per capire come le persone in target alle quali ti riferisci comunicano.

Quindi devi trovare prima di ogni altra cosa la piattaforma giusta sulla quale concentrare i tuoi sforzi. È inutile creare una strategia di social media marketing su Facebook se il tuo target utilizza Instagram.

In linea generale ecco un’indicazione di massima sui principali social network.

Facebook

  • Facebook ha 2 miliardi di utenti attivi mensilmente.
  • L’88% degli utenti di Facebook ha un’età compresa tra i 18 e i 29 anni.
  • Millennials e Gen X hanno maggiori probabilità di condividere contenuti su Facebook.
  • L’84% degli utenti di Facebook guadagna meno di $ 30.000 p.a.
  • Le donne rappresentano il 52% degli utenti di Facebook.
  • Gli uomini rappresentano il 48% degli utenti di Facebook.

Instagram

  • Instagram ha 1 miliardo di utenti attivi mensilmente.
  • Instagram ha 500 milioni di utenti attivi ogni giorno
  • Il 59% degli utenti di Instagram ha un’età compresa tra i 18 e i 29 anni.
  • Il 33% degli utenti di Instagram ha tra 30 e 49 anni.
  • Il 38% degli utenti di Instagram guadagna meno di $ 30.000 p.a.
  • Le donne rappresentano il 58% degli utenti di Instagram.
  • Gli uomini rappresentano il 42% degli utenti di Instagram.

Linkedin

  • LinkedIn ha 106 milioni di utenti attivi mensilmente
  • Il 36% degli utenti di LinkedIn ha un’età compresa tra 18 e 29 anni.
  • Il 34% degli utenti di LinkedIn ha tra 30 e 49 anni.
  • Il 32% degli utenti di LinkedIn guadagna meno di $ 50K e $ 70K p.a.
  • Il 45% degli utenti di LinkedIn guadagna più di $ 75K p.a.
  • Le donne rappresentano il 46% degli utenti di LinkedIn.
  • Gli uomini rappresentano il 54% degli utenti di LinkedIn

Pinterest

  • Pinterest ha 200 milioni di utenti attivi mensilmente.
  • Il 36% degli utenti di Pinterest ha un’età compresa tra 18 e 29 anni.
  • Il 34% degli utenti di Pinterest ha tra 30 e 49 anni.
  • Il 35% degli utenti di Pinterest guadagna più di $ 75.000 p.a.
  • Le donne rappresentano il 60% degli utenti di Pinterest.
  • Gli uomini rappresentano il 40% degli utenti di Pinterest.

Twitter

  • Twitter ha 317 milioni di utenti attivi mensilmente.
  • Il 36% degli utenti di Twitter ha un’età compresa tra i 18 e i 29 anni.
  • Il 30% degli utenti di Twitter guadagna più di $ 75K p.a.
  • Le donne rappresentano il 47% degli utenti di Twitter.
  • Gli uomini rappresentano il 53% degli utenti di Twitter.

Youtube

Youtube conta ormai 1 miliardo di utenti registrati, appartenenti a tutte le fasce d’età. Questo social di condivisione video è utile per promuovere la brand awareness, sponsorizzare servizi e fare affiliate marketing.

Una volta individuato il social network giusto devi reperire il maggior numero possibile di informazioni sui tuoi utenti, come ad esempio l’età, il sesso, le preferenze, gli hobby, gli argomenti correlati d’interesse, il reddito e così via.

Questi dati ti servono per pianificare la realizzazione dei contenuti da sponsorizzare, per farti un’idea del budget necessario e per capire le soluzioni più adatte per raggiungere i tuoi obiettivi.

Un conto è rivolgersi a un pubblico adulto prettamente maschile, un altro a dei ragazzi dai 16 ai 25 anni, oppure alle donne tra i 30 e i 50 anni.

Dopo aver raccolto queste informazioni puoi passare alla realizzazione dei contenuti editoriali.

6.4 Come creare contenuti di social media marketing

Come ogni attività di web marketing anche il social media marketing si basa sulla realizzazione di contenuti di alta qualità, che possono offrire un valore aggiunto agli utenti.

La creazione dei contenuti deve seguire il piano editoriale, quindi tenere conto del social network da utilizzare, del target di riferimento e del budget a disposizione.

Qualsiasi sia la scelta che farai il contenuto deve colpire, suscitare interesse ed emozioni. Gli utenti dei social network sono molto differenti da quelli di internet e dei siti web.

Oramai infatti sono abituati alle distrazioni, a causa dell’aumento esponenziale dei messaggi pubblicitari e dei post sponsorizzati. Tutti vogliono attirare l’attenzione degli utenti, perciò per colpirli devi essere interessante e originale.

Attualmente i contenuti che funzionano meglio sono i video. Gli utenti amano i video e sono molto più propensi a seguire un messaggio se viene realizzato in questa forma.

Le stesse piattaforme premiano e valorizzano questi contenuti, mettendoli più in vista rispetto ai post e alle immagini. I video funzionano perché creano coinvolgimento, stimolando le emozioni e il contatto visivo.

Inoltre con i video puoi utilizzare tecniche avanzate estremamente efficienti come lo storytelling, il racconto in video di una storia, una strategia ottimale per la brand awareness e la brand identity.

Allo stesso tempo puoi sponsorizzare i tuoi articoli, tuttavia devi offrire un contenuto di altissimo valore. Ad esempio puoi creare un post pillar molto tecnico come un caso studio, oppure un’infografica.

Una persona che sta studiando social media marketing sarà sicuramente molto interessata a un caso studio dettagliato, quindi potresti facilmente ottenere dall’utente un lead e convertire l’adv in un cliente, per esempio offrendogli l’iscrizione a un corso o la partecipazione a un evento dal vivo.

6.5 Quando far uscire gli adv

Un aspetto molto importante nel social media marketing riguarda le tempistiche di pubblicazione degli adv, dei messaggi pubblicitari a pagamento.

Il tempo di pubblicazione è tutto sui social network, altrimenti rischi che il tuo post finisca nel dimenticatoio senza ottenere la visibilità che volevi. Anche in questo caso la scelta dipende dalla piattaforma, dagli utenti che fanno parte del tuo target e dal budget a disposizione.

Ovviamente gli orari più proficui, quando gli utenti sono maggiormente attivi sui social, sono anche quelli più cari e con una maggior concorrenza.

Come risolvere il problema?

Con la frequenza e la puntualità. Sui social network gli utenti sono piuttosto abitudinari, quindi se pubblicassi a degli orari fissi sicuramente otterresti un tasso migliore di coinvolgimento, perché sapranno che quel giorno, in quell’orario di solito compare un tuo post o un tuo video.

In media per quanto riguarda l’Italia gli orari dove la diffusione dei post è massima sono dalle 8 alle 9 del mattino, dalle 13 alle 16 del pomeriggio e dalle 21 alle 23 della sera.

6.6 Analisi dei rendimenti degli adv

Una parte essenziale del social media marketing riguarda l’analisi delle prestazioni delle sponsorizzazioni. Si tratta di un passaggio fondamentale, che ti permette di capire se la tua strategia sta funzionando o no.

Le analisi si basano sul tracciamento dei post sponsorizzati, grazie ai dati forniti dalle piattaforme stesse e da codici da inserire nelle pagine collegate, per monitorare il comportamento degli utenti.

In questo modo puoi analizzare quanti utenti cliccano sulla pagina del tuo sito, vedere quante conversioni ottieni in base al numero di click, oppure sapere quali pagine del sito gli utenti preferiscono attraverso i tempi di permanenza.

Inoltre puoi visualizzare importanti report sui costi dei singoli click, sul tasso di conversione e sul ROI, il ritorno sull’investimento. Queste informazioni sono importantissime, perché ti mettono in condizione di capire se l’adv sta funzionando in base ai tuoi obiettivi iniziali.

Oltre a ciò puoi creare diversi post facendo dei test A/B, per vedere quale adv offre i tassi di conversione migliori e destinare la maggior parte del budget sul modello più profittevole.

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7 Chatbot: un nuovo strumento per il web marketing

Uno strumento di ultima generazione per aumentare le potenzialità del web marketing è il chatbot. Si tratta di un programma automatizzato per gestire le interazioni con gli utenti sul web.

Con i chatbot puoi rispondere ai messaggi senza dover essere sempre presente dietro la tastiera, impostando il bot secondo dei parametri prestabiliti.

Questo sistema ti permette di offrire risposte veloci in ogni momento del giorno e della notte, fornendo un servizio in tempo reale ai tuoi utenti. Ovviamente la fase di configurazione del chatbot è estremamente importante.

Devi cercare di prevedere tutte le possibili domande che le persone potrebbero farti, in base all’argomento trattato e al tipo di prodotti e servizi che vuoi vendere online.

Ad esempio potresti automatizzare risposte fisse per domande sugli orari di funzionamento di un’attività, oppure gestire i reclami indicando la procedura da seguire.

Allo stesso modo potresti programmare il chatbot per dare informazioni sulla tua pagina Facebook, filtrando i contenuti del sito web collegato alla pagina a seconda delle richieste degli utenti.

7.1 I migliori programmi per chatbot

Per creare un chatbot dovresti essere un programmatore esperto, tuttavia esistono diverse piattaforme che mettono a disposizione dei sistemi per realizzare un chabot senza dover essere degli informatici.

Tra i servizi più utilizzati ci sono:

– Manychat
– Botsify
– Chafuel

Manychat è sicuramente il servizio più famoso per la creazione di chatbot, uno strumento molto apprezzato dai marketer per automatizzare le interazioni sulle pagine Facebook, sui profili aziendali di Messenger e di Whatsapp.

Si tratta di un programma particolarmente intuitivo, facile da configurare e da collegare a Facebook, ideale per chi muove i primi passi nel mondo dei chatbot.

Botsify invece è una soluzione più professionale, che permette di realizzare chatbot avanzati per venire incontro alle esigenze dei siti di piccole e medie dimensioni. Questa piattaforma è indicata soprattutto per gli e-commerce che hanno bisogno di chatbot per gestire le chat online e alcuni servizi del portale di vendita.

Infine Chatfuel è il bot ufficiale per Messenger, un sistema che offre un’ampia gamma di personalizzazioni tra cui l’inserimento di link, immagini, video e collegamenti con Facebook e siti web.

Esistono ovviamente moltissimi altri servizi per creare un chatbot. Ma questi tre sono i più conosciuti e utilizzati e probabilmente troverai un supporto più preparato per aiutarti.

8 Affiliate Marketing

Le affiliazioni sono una delle più grandi fonti di guadagno sul web, tanto da aver sviluppato una branchia del web marketing a sé. L’affiliate marketing è un mercato da milioni di euro l’anno soltanto in Italia, un campo in continuazione evoluzione che continua a crescere ogni anno.

In cosa consiste l’affiliate marketing? In pratica con le affiliazioni puoi vendere online prodotti e servizi di altre aziende, che in cambio ti concedono una percentuale sulle vendite realizzate che in alcuni casi arriva anche oltre il 70%.

Niente male vero? Inoltre per lavorare con le affiliazioni non devi avere necessariamente un sito web, infatti puoi utilizzare quella alla quale sei affiliato e mandare loro del traffico di qualità tramite delle altre tecniche di web marketing.

Tuttavia avere una rete online ben sviluppata ti permette di generare un numero maggiore di vendite, inoltre puoi usare i contenuti del tuo sito e la SEO per fare affiliate marketing con un investimento minimo.

8.1 Come funziona l’affiliate marketing

Il funzionamento dell’affiliate marketing è semplicissimo. Alcune aziende ti offrono dei prodotti o dei servizi da pubblicizzare e tu puoi veicolare il traffico del tuo sito, della tua pagina social o di attività paid (a pagamento) verso queste piattaforme. In cambio ricevi una parte della vendita, senza dover investire soldi o acquistare i prodotti per poi doverli rivendere.

In questo modo non hai rischi d’impresa elevati perché se non vendi non perdi nulla se non i soldi spesi per l’adv, semplicemente senza conversioni non guadagni.

Inoltre puoi fare soldi in diversi modi, non soltanto con la vendita diretta. Ad esempio puoi ricevere un compenso per ogni click effettuato da un tuo utente, oppure potresti essere pagato per ogni lead generato.

Allo stesso modo alcune aziende offrono un compenso soltanto se l’utente finalizza l’acquisto, ma in questi casi la provvigione è ben superiore.

8.2 I migliori programmi d’affiliazione in Italia

Sul mercato italiano esistono diversi programmi d’affiliazione, alcuni offerti direttamente dalle aziende altri invece attraverso piattaforme di affiliate marketing che riuniscono insieme diverse imprese, mettendole in contatto con gli affiliati.

Tra i programmi d’affiliazione più conosciuti e apprezzati c’è naturalmente quello di Amazon, che mette a disposizione migliaia di prodotti di ogni genere e commissioni che vanno dal 3 al 20% a seconda della categoria merceologica.

Un altro programma molto utilizzato per lavorare con le affiliazioni è eBay, la piattaforma leader delle aste online, anch’essa in grado di fornire un’ampia scelta di prodotti e pagamenti sicuri ogni mese.

Per quanto riguarda invece i netwok di affiliazione in Italia i principali sono:

– WorldFilia
– TradeDoubler
– Effiliation
– Zanox
– TradeTracker

WorldFilia funziona dal 2012 ed è indicato soprattutto per fare affiliate marketing su Facebook, infatti è specializzato nei prodotti di bellezza e per la cura del corpo, che hanno un ottimo mercato nelle strategie di social media marketing.

TradeDoubler invece è un network svedese, ed offre decine di campagne d’affiliazione dall’elettronica di consumo ai servizi finanziari, con un payout minimo fissato a 50€ effettuato tramite bonifico bancario.

Effiliation è una piattaforma francese da poco tempo presente anche sul mercato italiano, con oltre 50 campagne d’affiliazione attive e un payout minimo di 75€.

Zanox è uno dei network d’affiliazione più grandi del mondo, con un payout minimo di soli 25€ e campagne di brand importanti come Unicredit, eDreams ed Expedia.

Infine TradeTracker è specializzato nel mercato europeo, inoltre vanta una piattaforma proprietaria di ultima generazione, un payout minimo fissato a 50€ e tantissime campagne attive di buona qualità.

8.3 Come scegliere una campagna d’affiliazione

La scelta della campagna d’affiliazione è la fase più delicata per lavorare con questo tipo di programma, infatti esistono tantissimi fattori da considerare prima di sottoscrivere un rapporto di affiliate marketing.

Innanzitutto è necessario trovare prodotti e servizi di qualità, per offrire ai propri utenti degli articoli di valore che possano dare maggiore credibilità alle sponsorizzazioni all’interno del portale.

Se ad esempio il tuo sito tratta di tecnologia non puoi vendere viaggi, ma devi trovare ad esempio un’azienda che venda smartphone, pc portatili oppure servizi internet per la casa o per il mobile oppure ancora dei software.

Inoltre devi verificare il materiale messo a disposizione dall’azienda o dal network di affiliazione, come banner, link, motori di ricerca, landing page e così via.

Disporre di materiale pubblicitario di buona qualità facilita le operazioni di vendita, in più non abbassa il livello grafico e stilistico del tuo sito web.

Infine devi valutare il tipo di campagna d’affiliazione e i vincoli previsti dal contratto. Alcune aziende infatti pagano gli affiliati per ogni click, altre per i contatti generati, altre ancora soltanto per le vendite concluse.

Oltre alla percentuale relativa alla commissione devi analizzare cosa ti è permesso fare e cosa no. Alcune piattaforme non consentono per esempio l’utilizzo del brand nelle campagne SEM, mentre altre vietano espressamente l’uso di landing page specifiche.

Ovviamente il modo migliore per trovare il programma d’affiliazione giusto da pubblicizzare è fare dei test. In alcuni casi è possibile che una campagna di affiliazione sembri molto conveniente, perché offre commissioni generose, ma si tratta magari di un prodotto difficile da vendere che non genera molti profitti.

Al contrario a volte una semplice campagna di lead generation con un profitto molto basso può offrire ottimi guadagni, specialmente se il proprio sito è a tema e ha un traffico considerevole.

9 Email Marketing

Tra le strategie di web marketing ancora oggi più utilizzate nel mondo digitale c’è l’email marketing, ovvero l’invio di email commerciali per vender servizi o prodotti, per fidelizzare gli utenti oppure per promuovere campagne informative.

Nonostante molti addetti ai lavori diano per morta questa forma di web marketing, in realtà si tratta di un settore in ottima salute, con il quale le aziende realizzano fino al 30% del loro fatturato.

Eppure non è facile convincere le persone ad aprire le email, basti pensare che meno del 30% delle email viene effettivamente aperto e letto, percentuale che nel settore del turismo scende addirittura al 15%.

Naturalmente esistono dei mercati dove l’email marketing funziona meglio, come ad esempio nei servizi finanziari e assicurativi, mentre in altri rappresenta una minima parte del fatturato.

Tuttavia le strategie di web marketing basate sulle email sono un sistema a basso costo, automatizzabile e pur sempre un’ottima fonte di guadagno per chi sa come muoversi.

9.1 Come funziona l’email marketing

Per capire il funzionamento dell’email marketing devi pensare anzitutto all’utilità delle newsletter. Sicuramente ti sarai chiesto perché la maggior parte dei siti web ti chiede di iscriverti a questi programmi, offrendoti contenuti extra, risorse in pdf e materiale gratuito.

La verità è che gli indirizzi email sono preziosi, perché sono sempre molto richiesti dalle aziende per sponsorizzare i propri prodotti e servizi agli utenti.

Attraverso una semplice newsletter, oppure tramite l’offerta di materiale gratuito di qualità, si possono ottenere migliaia di lead, contatti da targhettizzare e utilizzare per delle campagne mirate di email marketing.

Per farlo però devi avere informazioni dettagliate sugli utenti, dati come l’età, il sesso, i tempi correlati, il grado d’istruzione, gli interessi e molto altro ancora.

Queste informazioni permettono di segmentare gli indirizzi email in base ai target di riferimento, per inviare email commerciali mirate in base alle proprie preferenze.

Se ad esempio un utente compra uno smartphone, potrebbe essere interessato a ricevere un’email con la promozione speciale delle custodie, oppure un’offerta per dei caricabatteria portatili da viaggio.

Allo stesso modo un utente al quale sta per scadere l’assicurazione auto potrebbe gradire conoscere gli sconti applicati da un’altra compagnia assicurativa, per risparmiare sulla polizza auto.

9.2 Come creare un contenuto per l’email marketing

Nelle strategie di email marketing i contenuti sono importantissimi, perché possono fare la differenza tra l’apertura dell’email e l’eliminazione nel cestino virtuale dello spam.

Per convincere l’utente ad aprire l’email le prime parole sono fondamentali, perché devono incuriosirlo convincendolo che aprendo e leggendo il messaggio troverà qualcosa di utile.

Innanzitutto il mittente deve essere ben chiaro, per far identificare immediatamente chi sta inviando l’email.

Subito dopo l’oggetto del messaggio è il punto focale, poiché in quei pochi caratteri devi essere in grado di racchiudere tutti i vantaggi per l’utente presenti nel messaggio, invogliandolo a continuare la lettura e a non cestinare l’email.

Infine devi sempre inserire delle Call to Action, che stimolino l’utente a compiere l’azione di conversione richiesta, spingendolo a cliccare sul link al servizio o al prodotto.

Il testo dell’email deve essere cordiale ma professionale, breve e coinciso ma esaustivo, ben formattato per non appesantire la lettura e con un formato abbastanza grande, valorizzando sempre le parole chiave più importanti per facilitare la lettura delle parti essenziali del messaggio.

Il tempismo poi è la chiave del successo di una campagna di email marketing. Immagina di ricevere un’email sul rinnovo della polizza auto dopo la scadenza, quando oramai hai già provveduto alla nuova assicurazione. È normale che in questo caso l’email andrà dritta nel cestino, senza nessuna speranza.

9.3 Test e analisi per nell’email marketing

Per aumentare la conversione delle tue campagne di email marketing devi eseguire diversi test, effettuare prove con format differenti, fare analisi delle campagne e rispettare sempre la privacy delle persone.

Per monitorare i risultati puoi collegare le email un codice di tracciamento di Google Analytics, in questo modo puoi sapere quanti utenti cestinano l’email, quanti invece la aprono e ancora quante persone cliccano sulla CTA.

Inoltre è utile realizzare dei test A/B, creando diversi modelli da utilizzare per trovare quello che offre le migliori performance sul quel tema specifico.

Devi riuscire a pensare alla soluzione che ti permette di ottenere i migliori tassi di apertura, mentre da lì in poi è il contenuto a determinare il successo della tua campagna di email marketing.

Infine ricordati di rispettare sempre la privacy delle persone, evitando abusi e comportamenti scorretti. Nessuno vuole ricevere messaggi indesiderati, quindi non inviare email a raffica per cercare di convincere l’utente ad aprirla o ad acquistare il servizio.

Al contrario se vedi che non è interessato lascia passare del tempo, cercando nel frattempo di modificare l’approccio e di trovare qualcosa di cui effettivamente quella persona abbia bisogno.

9.4 Migliori programmi automatici di email marketing

Per velocizzare le campagne di email marketing, soprattutto quando si ha a che fare con migliaia di indirizzi email, esistono dei tool che permettono di automatizzare questo processo.

Fra tutti il più famoso è Mailchimp, indicato soprattutto per freelance e liberi professionisti, una piattaforma semplice da utilizzare e ricca di funzionalità. Inoltre è l’unico servizio di email marketing completamente gratuito, oltre ad essere collegabile anche con siti web, pagine Facebook e altri tool di web marketing.

Per i professionisti che vogliono partire con una marcia in più c’è Aweber, un tool di email marketing sofisticato ed efficiente ma disponibile a partire da 20€ al mese, che offre funzionalità come gli split-test per realizzare delle varianti delle proprie campagne di email marketing.
Aweber viene spesso consigliato perché è il software del settore con la maggiore deliverability e anche uno dei più longevi.

10 Landing Page

Tra gli strumenti migliori per fare web marketing ci sono le landing page, ovvero delle pagine di atterraggio. Si tratta di pagine web create con un solo scopo, effettuare la conversione.

Tutte le strategie e le tecniche di web marketing che ti ho illustrato, per essere ottimizzate, utilizzano delle landing page collegate ad esempio alle campagne di email marketing, agli adv di social media marketing oppure agli annunci a pagamento su Google ADS.

In poche parole per ottimizzare le tue strategie devi veicolare il traffico verso delle landing page, delle pagine fatte ad hoc con il compito di finalizzare l’azione.

10.1 Come creare una landing page perfetta

Una landing page è una pagina web particolare realizzata per convertire, quindi la struttura deve essere progettata per guidare l’utente dove vuoi che vada.

Il layout deve essere semplice, per non disturbare l’attenzione dell’utente, inoltre il titolo e l’argomento della pagina devono essere ben chiari.

Le immagini a questo scopo sono fondamentali, perché rendono la pagina esteticamente più gradevole e permettono di mostrare messaggi indiretti come la felicità se acquisterà il prodotto.

Un elemento importantissimo nelle landing page è la CTA, la Call to Action. L’obiettivo della pagina è la conversione, quindi devi creare un percorso snello che guidi l’utente a cliccare sul bottone della CTA, per esempio per comprare, per lasciare il proprio indirizzo email oppure per richiedere un preventivo.

Di solito le landing page hanno uno sfondo chiaro, mentre i pulsanti con la CTA sono blu chiaro, verdi o gialli, per rimanere in evidenza rispetto al resto della pagina.

Anche il testo è utile all’interno di una landing page, ma come elemento secondario mai primario.

Le informazioni devono essere semplici, chiare e dirette, fornendo un riassunto breve nella parte superiore della pagina, ancora meglio se con frasi ad effetto e liste puntate, mentre nella parte inferiore si può aprire ad un copy più discorsivo.

Infatti se l’utente non clicca sulla CTA potrebbe significare che non è ancora convinto, quindi fornendogli maggiori informazioni nel testo potresti riuscire a spingerlo ugualmente verso la conversione.

Per creare delle landing page esistono numerosi software come clickfunnel, builderall e anche wordpress stesso con un po’ più di fatica. Andremo nei prossimi articoli del blog a capire meglio i punti di forza e le differenze tra queste soluzioni.

10.2 Tipi di campagne per landing page

Puoi utilizzare le landing page per diversi tipi di campagne di web marketing, a seconda di quali sono i tuoi obiettivi.

Ad esempio puoi creare una campagna di lead generation, per ottenere contatti degli utenti come l’indirizzo email o il numero di telefono, magari offrendogli in cambio una risorsa gratuita come un e-book o una guida dettagliata.

Un altro modo per utilizzare le landing page sono le campagne di Click-through, dove cerchi di mandare l’utente su un’altra pagina collegata, per compare un prodotto o richiedere un servizio.

Spesso infatti gli utenti non sono pronti alla conversione, quindi potresti utilizzare la prima landing page a scopo informativo, mentre con la seconda potresti spingere sulla vendita.

Separare le due landing ti permette di utilizzare delle tecniche di terargeting più avanzate che vedremo più in giù in questo articolo.

10.3 Il target delle landing page

Un aspetto fondamentale delle landing page è il target di riferimento. Non puoi utilizzare la stessa pagina di atterraggio per utenti differenti, come un ragazzo di 20 anni o una donna di 45 anni.

Allo stesso modo non puoi usare una landing page per vendere servizi e fare contemporaneamente lead generation, ma devi realizzare pagine web differenti per ogni target e obiettivo.

Inoltre è consigliabile creare almeno due modelli diversi, in questo modo puoi eseguire dei test e verificare quale landing page risulti più efficace per la tua campagna.

Oltretutto ricordati di non inserire menu di navigazione (se non interni), poiché gli utenti non devono uscire dalla pagina ma rimanere focalizzati su un’unica cosa da fare, ovvero l’azione da compiere.

Infine in base al target offri ai tuoi utenti qualcosa che crei in loro fiducia, ad esempio delle garanzie sui prodotti o servizi che sponsorizzi, oppure delle testimonianze positive di persone con un profilo simile a quello del target di riferimento.

11 Funnel

Una delle strategie di web marketing più complesse è quella dei funnel, legata all’inbound marketing.

Si tratta di un processo che porta gli utenti alla conversione gradualmente, spingendoli via via verso la fase più profonda del percorso, ovvero la conversione diretta.

Nonostante sembri un’operazione semplice in realtà non è lo è, infatti il funnel marketing è una tecnica utilizzata dai marketer più esperti, ma utilissima anche per i principianti per migliorare i risultati delle proprie campagne di marketing online.

11.1 Come funziona il funnel marketing

Il funnel altro non è che un percorso simile a un imbuto, composto da una serie di strati che corrispondono ai diversi momenti delle fasi d’acquisto dell’utente.

funnel web marketing

Attraverso il funnel marketing è possibile creare un cammino che guidi passo a passo il potenziale cliente, offrendogli qualcosa ad ogni livello. Generalmente si possono individuare tre stadi nel percorso di vendita:

– lead
– cliente
– cliente fidelizzato

Il primo stadio riguarda la fase iniziale del percorso del funnel, composta dalla raccolta dei contatti e dal targeting, la categorizzazione degli utenti. Per far entrare l’utente nel funnel puoi offrirgli un’iscrizione alla tua newsletter, invitarlo a mettere mi piace alla tua pagina Facebook, fargli attivare le notifiche sul browser oppure utilizzare adv sui social network.

In questo primo momento l’utente è ancora freddo, quindi non è possibile tentare di finalizzare una vendita perché è troppo presto. Tuttavia si tratta pur sempre di un potenziale cliente, che devi iniziare ad ammorbidire abituandolo alla tua presenza.

Durante questa fase non devi avere fretta, perché ognuno ha i suoi tempi. Inoltre ti ci vuole un po’ per capire quali corde toccare per spingerlo un po’ più a fondo nel funnel.

Nel frattempo puoi inviargli regolarmente degli annunci su Facebook, delle email oppure offrirgli dei contenuti gratuiti per capire i suoi interessi prima di proporgli un acquisto.

Durante le fasi iniziali molti marketer commettono l’errore di abbandonare alcuni utenti, ma come dimostrano i casi studio è possibile ottenere una conversione anche dopo diversi mesi dal primo contatto.

Immagina un utente di cui ottieni l’email con una newsletter, al quale vorresti vendere una polizza auto. Se la sua assicurazione scade fra 10 mesi dovrai aspettare tale periodo per cercare una conversione.

Intanto puoi inviargli regolarmente delle email automatiche facendogli conoscere la nuova compagnia, aumentando l’intensità quando si avvicina il momento del rinnovo della polizza.

A quel punto l’utente conoscerà molto bene la compagnia assicurativa e le sue offerte, perciò sarà facile proporgli una polizza scontata perché si fiderà della proposta.

11.2 Strategie di funnel marketing

Una strategia piuttosto consolidata di funnel marketing consiste in quattro punti focali:

– attenzione
– interesse
– desiderio
– azione

Il primo step consente di richiamare l’attenzione dell’utente, tramite tecniche di SEO organica, annunci a pagamento su Google ADS o adv sui social network. In questo primo passaggio l’utente si trova sul bordo superiore del funnel.

Con il secondo step bisogna suscitare il suo interesse, facendolo scendere un po’ più in basso nel funnel di vendita. Il terzo step riguarda la nascita di un desiderio, stimolando l’utente all’acquisto ma senza proporgli ancora nulla.

Infine l’ultimo passo è l’azione. A questo punto l’utente si trova nel punto più profondo del funnel, ed è pronto a finalizzare l’acquisto facendoci portare a casa la conversione.

Questa strategia non è univoca, infatti puoi suddividere il funnel in tanti micro-funnel, ad esempio spostando l’utente da un imbuto a un altro in base ai suoi interessi e ai comportamenti mostrati durante l’intero processo.

La divisione dei funnel permette di creare infiniti processi di vendita partendo da pochi semplici campagne, ma è necessario prendersi sempre cura dei propri utenti e passare all’azione nel momento giusto.

12 Retargeting

Un ultimo argomento di cui ti volevo parlare in questa lunga guida sul mondo del web marketing è il retargeting.

Conosciuto anche come remarketing, si tratta di una forma di pubblicità online, che offre agli utenti contenuti commerciali in base alle azioni precedentemente svolte su internet.

Questo strumento è veramente molto potente, tuttavia ci stiamo addentrando nelle profondità del web marketing, dove solo i migliori hanno il coraggio di proseguire.

Naturalmente ci vuole esperienza e pazienza per padroneggiare tecniche avanzate come i retargeting, ma sono sicuro che puoi integrare questa strategia fin da subito nei tuoi progetti online.

12.1 Come funziona il retargeting

Quando navighi su un sito web la prima cosa che appare è una finestra, dove ti viene chiesto se acconsenti all’utilizzo dei cookies. Cliccando su ok dai il consenso al tracciamento della navigazione, in questo modo per i proprietari delle piattaforme è possibile ottenere informazioni su ciò che visiti nei loro siti.

Un altro modo per il tracciamento è attraverso i pixel, dei codici di monitoraggio messi a disposizione per le campagne di social media marketing da Facebook e da altre piattaforme.

Il tracciamento permette di targhettizzare gli utenti e proporgli annunci sponsorizzati in linea con i loro gusti.

Se ad esempio un utente visita un e-commerce che vende smartphone, negli adv probabilmente inizierà a trovare annunci di telefonini, mentre se compra un romanzo online comincerà a visionare annunci pubblicitari di libri su temi affini.

Il retargeting permette anche di mostrare gli annunci soltanto a un gruppo specifico di persone, come gli utenti che hanno visitato il sito web o che hanno cliccato su un link.

12.2 Come creare una campagna di retargeting

Il retargeting è una tecnica che funziona molto bene se integrata con altre strategie, come le campagne di social media marketing, la SEO e gli annunci a pagamento su Google ADS.

Grazie al retargeting puoi aumentare le conversioni delle tue campagne, ottimizzando il target di utenti di riferimento. Come in ogni altra strategia devi sempre partire dagli obiettivi, per poi pianificare il retargeting secondo la strategia di marketing.

Ad esempio puoi cercare di ottenere più visitatori sul tuo sito web, mostrare annunci pubblicitari a chi non ha acquistato, oppure inviare delle segnalazioni ai tuoi clienti abituali quando questi compiono un’azione.

Le piattaforme che consentono di fare retargeting sono Facebook, Google ADS, Linkedin e Twitter.

Per concludere

Bene, se sei arrivato fino a qui significa che il web marketing è la tua passione e che sai già abbastanza cose su questo settore. Come hai visto si tratta di un mondo complesso, composto da mille sfaccettature e sempre in continua evoluzione.

Sono sicuro che con quanto appreso in questa guida di web marketing riuscirai a dominare l’online, tuttavia ricordati che in questo settore non si finisce mai di imparare. Ciò che nel web è vero oggi domani probabilmente non lo sarà più. Comunque le basi rimarranno sempre le stesse, perciò punta sulla qualità dei tuoi progetti, sull’impegno e la costanza che dedichi a questo mondo e vedrai che con un po’ d’esperienza riuscirai a farti strada nel mondo digitale del web marketing.

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